14 Luglio 2010
Le donne latinoamericane dedicano più ore degli uomini al lavoro remunerato e a quello domestico, ma soffrono discriminazioni nel mercato del lavoro e ricevono salari più bassi, ha indicato un rapporto della Commissione Economica per l’America Larina e i Caraibi (CEPAL).
Secondo AP il documento “Quale Stato per quale uguaglianza?”, presentato all’apertura dell’XI Conferenza della CEPAL sulla donna, ha evidenziato che la maggioranza delle legislazioni della regione ha prodotto miglioramenti nella tutela alla maternità senza far nulla per le svantaggiose condizioni di lavoro della donna.
Non sarà possibile raggiungere l’uguaglianza lavorale per le donne senza affrontare il carico di lavoro non remunerato che ricade storicamente sulle sue spalle, ha spiegato la segretaria esecutiva della CEPAL, Alicia Bárcena all’apertura della conferenza di tre giorni in Brasile.
Il reddito medio delle donne è passato dal 69% di quello degli uomini nel 1990, al 79% nel 2008, un segnale che dice che le donne stanno in posizioni di basso livello remunerativo e con poca presenza negli incarichi di maggiore livello gerarchico, come dice la CEPAL.
Com’è d’abitudine, la presidenza di questo tipo di incontri è occupata dalla nazione sede, e per le vice-presidenze sono state selezionate le delegazioni di Cuba, Antigua e Barbuda, Argentina, Barbados, Cile, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Spagna, Giamaica, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Trinidad and Tobago, Uruguay e Venezuela. Messico è stato scelto come relatore, ha riportato PL. (Traduzione Granma Int.)
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