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Vecchi e nuovi finanziatori della destra francese: la famiglia Bettencourt. Giustiniano Rossi | Contropiano
Vecchi e nuovi finanziatori della destra francese: la famiglia Bettencourt
Giustiniano Rossi | Contropiano |
13-07-10
I protagonisti dell’ultimo (in ordine di tempo) capitolo di una storia le cui lontane origini vanno ricercate negli anni 30, quando Eugène Schueller, fondatore de L’Oréal e padre di Liliane Bettencourt, che ne possiede il 30% delle azioni, era attivo sostenitore e finanziatore dell’estrema destra francese, dalla Cagoule a Action Française, sono: Bonnefoy, ex maggiordomo dei Bettencourt, che ha registrato decine di ore di conversazioni, la società di gestione di fondi Clymene di cui è unica azionista Liliane Bettencourt. Essa impiegava o impiega. Claire Thibout, contabile che ritirava settimanalmente dalla BNP fino a 50 000 euro in contanti Patrice de Maistre, direttore generale, gestore della fortuna Bettencourt, che avrebbe aiutato a dissimulare denaro al fisco, Florence Woerth, gestore della fortuna Bettencourt, moglie di E. Woerth, che avrebbe aiutato a dissimulare denaro al fisco. Eric Woerth, attuale ministro del Lavoro,
della Solidarietà e della Funzione pubblica e sindaco di Chantilly, tesoriere dell’UMP all’epoca della campagna elettorale per le presidenziali, nel 2007, che si concluse con l’elezione alla presidenza di Nicolas Sarkozy, ex ministro del Bilancio, che avrebbe partecipato al finanziamento illegale dell’UMP, Liliane Bettencourt, secondo la rivista Forbes la donna più ricca d’Europa, con una fortuna personale di 20 miliardi di dollari (buona parte dei quali su conti bancari in Svizzera), che ha dato 993 milioni di euro al fotografo Banier. Avrebbe dato per anni delle somme in contanti a Nicolas Sarkozy, attuale presidente della repubblica ed ex sindaco di Neuilly sur Seine, dove si trova la villa nella quale risiede abitualmente. Banier, citato in giudizio nel 2007 per aver abusato della debolezza della madre (prima udienza rinviata sine die il 1° luglio 2010) dalla figlia Françoise Bettencourt-Meyers, erede di Liliane e amministratrice delegata de L’Oréal.
Il più recente episodio dei rapporti fra la famiglia Bettencourt e la destra francese più o meno presentabile é cominciato quando il sito di informazione Mediapart ha pubblicato, il 16 giugno 2010, le rivelazioni di Claire Thibout, secondo le quali la villa Bettencourt a Neuilly-sur-Seine (ricchissima cittadina della banlieue nord-ovest di Parigi, della quale Nicolas Sarkozy é stato sindaco dal 1983 al 2002) era un luogo molto frequentato da personaggi della politica, precisando che "ces messieurs venaient pour avoir de l'argent" (questi signori venivano per avere dei soldi) e che "Il y avait des enveloppes d'espèces qui étaient remises par M. Bettencourt ou de temps en temps par Mme Bettencourt à des politiques" (delle bustarelle di denaro in contanti venivano consegnate da Maonsieur Bettencourt e di tanto in tanto da Madame Bettencourt a dei politici). Vi si incontrava Pierre Messmer, Madame Pompidou, François Léotard, Gérard Longuet, Jacques Chirac e sua moglie, Edouard Balladur, Bernard Kouchner, Danielle Mitterrand ed anche Renaud Donnedieu de Vabres, Nicolas Sarkozy e, più recentemente, Éric Woerth. Secondo quanto riferito da Claire Thibout a Mediapart « Monsieur Bettencourt mi diceva di aver bisogno di quella somma il giorno stesso, in funzione dei suoi inviti o dei suoi appuntamenti. Constatavo che la busta che gli avevo consegnata era vuota dopo questi appuntamenti, poiché, ridomandandomi del denaro, avevo accesso alla sua borsa sulla sua scrivania. In quella borsa c’era la busta di cui Monsieur Bettencourt mi domandava di verificare il contenuto. O la busta era vuota e Monsieur Bettencourt mi domandava del denaro, o restavano dei soldi e diceva che era abbastanza o mi domandava di completare ». Naturalmente Claire Thibout era assente al momento della consegna delle bustarelle, ma ha dichiarato "Monsieur e Madame Bettencourt erano persone generose e ci sono molti politici che hanno ricevuto denaro e ancora "Non voglio fare delazioni (…) per quanto rigurda Monsieur Woerth, se non ci fosse stata la storia dei taccuini non ne avrei parlato a nessuno) (si tratta dei taccuini dove la contabile annotava le somme versate”.
”Monsieur De Maistre mi aveva chiesto prima delle elezioni presidenziali del 2007 di andargli a cercare in banca 150 000 euro (…) Gli avevo chiesto il perché di una tal somma e mi aveva risposto che doveva organizzare una cena con Monsieur Woerth per consegnargliela. Voleva che avvenisse attraverso Madame Bettencourt (…) Gli dissi che non era possibile soprattutto per l’uso che « Ho messo in una busta la somma di 50 000 euro per Madame Bettencourt. Lui (Monsieur De Maistre) mi ha detto che si arrangerebbe per il resto Un po’ più tardi ha fatto un commento del tipo « a volte serve avere dei conti in Svizzera ». Era lui che gestiva i conti di Madame Bettencourt all’estero… ». E ancora « Ero li’ nel momento in cui ho consegnato a Madame Bettencourt una busta che lei ha rimesso a Patrice de Maistre ». Tutti negano, Sarkozy in testa, seguito da Woerth e dalla moglie, mentre il nuovo ministro del Bilancio, Baroin, accusa l’opposizione di usare metodi antidemocratici ed il segretario dell’UMP, Xavier Bertrand, si spinge fino ad accusare Mediapart di metodi fascisti (sic !) e la stessa Claire Thibout, sottoposta alle pressioni che ognuno puo’ immaginare, ritratta in parte le sue dichiarazioni, senza tuttavia cambiare l’essenziale. Sembra di assistere ad una mediocre commedia nella quale ognuno ha il suo ruolo e l’esito é scontato : i capitalisti grandi e piccoli finanziano la destra che ne rappresenta gli interessi, i membri del governo di destra sono al loro servizio e ne sono ripagati con qualche sostanziosa briciola dei loro profitti, gli imprenditori evadono il fisco e mettono al sicuro i capitali in Svizzera o in qualche altro paradiso fiscale con la complicità di funzionari distratti. Tutti fanno finta di non accorgersene, ma si tratta – malgrado le fantasiose teorie di Nicolas Sarkozy - del solo, dell’unico capitalismo esistente e l’affare Bettencourt-Woerth-Sarkozy non rappresenta l’eccezione, ma la regola indispensabile al suo funzionamento.
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